Raccolta differenziata Catania: rischio gara d’appalto deserta per la terza volta

La nuova gara d’appalto del servizio di igiene urbana indetta dall’amministrazione comunale di Catania rischia di andare deserta. Nel capoluogo etneo la raccolta differenziata non è mai decollata. Attualmente è ferma ad appena il 10%.

Quello che pubblichiamo di seguito è il comunicato stampa diramato dalla Dusty s.r.l. la società che si occupa di smaltimento rifiuti solidi urbani ed extraurbani che lancia un grido di allarme per le condizioni sfavorevoli della gara che scada il prossimo 14 febbraio.

 

L’Amministrazione Comunale di Catania ha indetto la nuova gara per l’appalto del servizio di igiene urbana, il cui termine per la presentazione delle offerte scadrà giorno 14/02/2018.
Riteniamo che l’appalto sia pesantemente sottocosto, rischioso, discrezionale e poco trasparente e quindi a ns. avviso la gara andrà per la terza volta di seguito deserta!
Dusty, che tanto vorrebbe partecipare ad una gara indetta dalla città in cui ha la sede legale, ha ritenuto doveroso anche questa volta sottoporre all’Amministrazione Comunale le criticità contenute negli atti gara poiché risulta inconcepibile che le imprese presenti sul mercato non possano reiteratamente partecipare ad una procedura per l’affidamento di un servizio di primaria importanza per la città quale quello di igiene urbana.
Abbiamo l’impressione a questo punto che vi sia da parte dell’Amministrazione Comunale il
preciso progetto di lasciare volutamente la Città di “Catania” nel degrado in cui attualmente si trova a discapito dei cittadini costretti a subire in silenzio le carenze di un servizio assegnato nel 2017 per pochi mesi e suscettibile a questo punto di essere prorogato sine die. E’ scandaloso che nella Città di Catania la raccolta differenziata sia inesistente, attestandosi ad oggi a meno del 10%, e che per di più non vengano applicate all’attuale gestore del servizio le ingenti penalità previste dal capitolato speciale d’appalto, le stesse che hanno dissuaso diverse imprese, tra cui anche Dusty, dal partecipare alla gara indetta per i 106 giorni. Dalle risultanze pubblicate sul sito web comune.catania.it, è infatti possibile evincere che alla data odierna le penali comminate all’attuale gestore ammontano incredibilmente soltanto ad Euro 2.400,00!
Prima di ogni cosa evidenziamo che il Comune di Catania non ha messo a disposizione dei
concorrenti una dettagliata tabella dei costi relativi al dimensionamento dei servizi oggetto
d’appalto dalla quale si evinca la specifica del costo del personale, degli automezzi e delle
attrezzature oggetto d’appalto.
Facciamo presente infatti che tale tabella è un elemento indispensabile per poter individuare l’entità dell’appalto e del relativo corrispettivo posto a base d’asta e conseguentemente per poter formulare un’offerta seria e corretta. L’obbligo di pubblicazione di questo prospetto da parte del Comune di Catania trova fondamento nella nuova previsione sulla trasparenza amministrativa di cui al d.lgs. 97/2016.
Altro aspetto estremamente penalizzante per le imprese è la previsione indicata all’art. 4 del Capitolato speciale d’appalto. Il Comune di Catania infatti per esigenze di circolazione veicolare, potrà richiedere che i servizi vengano effettuati in orari notturni (22:00 – 07:00) fino ad un massimo del 30% del valore dell’importo dei servizi a corpo, senza che ciò comporti ulteriori oneri per l’Amministrazione”.
E’ ovviamente risaputo che il lavoro notturno ha un’incidenza in termini di costo degli operai più alta rispetto al lavoro diurno (per una percentuale di circa il 22%).
Tenuto conto quindi che la percentuale di servizio per la quale la Stazione Appaltante si riserva di richiedere turni notturni è pari al 30% dei servizi a corpo che ammontano ad Euro 39.914.673,77 all’anno, ciò significa che l’assurda ed altamente discrezionale richiesta del Comune potrebbe comportare per l’impresa una spesa aggiuntiva pari a circa euro 11 milioni all’anno che in sette anni diventerebbero ben Euro 77 milioni.

Ma ciò che ancor più sorprende di questo irrituale e curioso meccanismo è che nei documenti di gara non vengano dettagliate da parte del Comune le prestazioni per le quali sussiste tale facoltà.
Il fatto che tali attività non siano state preventivamente indicate, determinerebbe certamente un’eccessiva discrezionalità da parte dell’Ente, di far rendere o meno nelle ore notturne una prestazione oggetto dell’appalto piuttosto che un’altra. Tali scelte ad opera dell’Amministrazione Comunale potrebbero essere dettate da “molteplici necessità” del funzionario responsabile del servizio che non osiamo nemmeno prefigurare o comunque sempre affidate al suo libero arbitrio.
Questa evidente discrezionalità per un importo di tale entità (fino a 11 milioni di Euro in più
l’anno) risulta fortemente penalizzante per le imprese in quanto rappresenta una clausola
estremamente vessatoria che esporrebbe l’appaltatore a poter subire richieste poco trasparenti.
Riteniamo quindi che il Comune di Catania debba riconoscere e retribuire all’impresa il costo aggiuntivo per eventuale lavoro notturno calcolato in conformità alle vigenti previsioni del CCNL.
La mancanza di determinatezza delle attività oggetto di eventuale lavoro notturno e
conseguentemente l’impossibilità di stabilire a priori quanto inciderebbe tale onere aggiuntivo sui costi sostenuti dalle imprese, rende la partecipazione alla gara in oggetto estremamente rischiosa.
Altro aspetto di rilievo – che rende assolutamente non remunerativo l’appalto di cui in oggetto – è quello relativo alla previsione (contenuta nell’art. 6 del C.S.A.). L’importo del servizio a base d’asta è stato calcolato infatti dal Comune di Catania detraendo i proventi CONAI in favore della ditta appaltatrice derivanti dalla vendita del materiale differenziato come carta, plastica, vetro e legno. Questa decurtazione, effettuata a partire dal secondo anno è pari a circa 5.000.000 €/anno.
Ciò significa che la decurtazione verrebbe operata a prescindere dall’incasso effettivamente
ottenuto dall’azienda a seguito della vendita dei materiali differenziati sopra indicati.
Per recuperare la somma detratta dal Comune di Euro 5 milioni l’impresa dovrebbe in pratica raggiungere già a partire dal secondo anno una percentuale di raccolta differenziata pari al 70%.
Tale obiettivo è chiaramente impossibile da raggiungere tenuto conto che l’attuale percentuale di raccolta differenziata del Comune di Catania è inferiore al 10%. Nelle ipotesi più ottimistiche, tenuto conto anche della carenza ed insufficienza degli impianti di recupero in Sicilia, al termine del secondo anno di attività si potrebbe raggiungere la già ragguardevole percentuale del 40% di raccolta differenziata, da cui conseguirebbe un ricavo derivante dai suddetti proventi pari a circa 1,5 milioni all’anno, importo di gran lunga inferiore rispetto ai 5 milioni che verranno invece annualmente trattenuti dal Comune.
E’ la prima volta che in una gara d’appalto di siffatta importanza e per un bacino di utenza così ampio siano state previste clausole tanto vessatorie.
Il punto 4.14 del Capitolato Speciale d’Appalto prevede che l’impresa concorrente dovrà
effettuare un ribasso economico sui costi di conferimento di alcuni rifiuti (organico, sfalci,
farmaci, terre di spazzamento etc…) e proporre degli impianti di smaltimento in caso di chiusura o indisponibilità di quelli attualmente utilizzati dal Comune di Catania. Questa proposta determina anche un punteggio che la commissione attribuirà all’impresa in base al costo di conferimento più basso proposto.