Bancarotta fraudolenta: sequestrati 3 milioni di euro per fallimento della Sigenco

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La Guardia di Finanza di Catania ha sequestrato cinque immobili per un valore complessivo di 3 milioni di euro nell’ambito delle indagini per il fallimento della Sigenco Sistemi Generali spa riconducibile all’imprenditore Santo Campione, morto a Catania nel 2015. Questi beni sequestrati fanno riferimento all’amministratore della Fortuna srl, Raffaele Partescano, 46 anni, il quale, secondo le indagini portate avanti dalla Procura di Catania, avrebbe “distratto” 2 milioni di euro versati dalla Sigenco senza un comprensibile motivo. La Fortuna srl sarebbe stata creata dai figli dell’imprenditore Campione nel 2004. Risulta indagata anche Rosaria Arena, 66 anni, vedova di Santo Campione in quanto, sarebbe stata la beneficiaria dei 3 milioni di euro ricavati dalla vendita di un terreno, transazione del tutto svantaggiosa per la Sigenco che poi in effetti si trovò in cattive acque. La Sigenco operava nel settore delle costruzioni edili ed è stata dichiarata fallita nel 2013 con un passivo di 80 milioni di euro. La procura di Catania giù nel 2014 aveva indagato Santo Campione e il figlio Pietro per bancarotta fraudolenta, truffa e falso.

La Sigenco ha realizzato importanti opere come l’aeroporto di Lampedusa, l’ospedale di Mazara del Vallo (Trapani), alcuni lotti dell’autostrada Salerno – Reggio Calabria, l’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, il parcheggio sotterraneo dell’ospedale San Martino di Genova, la Torre Biologica di via Santa Sofia, a Catania