Omicidio Simona Floridia: dopo 26 anni il processo all’ex amico

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All’epoca dei fatti, Simona aveva appena 17 anni. Quando scomparve da Caltagirone, in provincia di Catania, la sera del 16 settembre del ’92, era una bella ragazza bionda piena di vita e di lei non se ne seppe più nulla. Gli amici raccontarono di una serata trascorsa insieme in allegria e poi di un giro su una Vespa che la stessa Simona aveva fatto con un altro giovane, Giuseppe Bellia, allora diciannovenne. Ma Simona non tornò più a casa e le indagini si concentrarono sul giovane Belllia che era stato l’ultimo a vederla viva. Bellia disse di averla lasciata in centro, vicino ad un bar e di non sapere dunque nulla del seguito. La trasmissione di Rai tre “chi l’ha visto” si è occupata della vicenda per anni ma il corpo della giovanissima Simona Floridia non è mai stato ritrovato. Secondo l’accusa, i due giovani, nel settembre del ’92, si sarebbero recati a monte San Giorgio dove, appena scesi dalla Vespa avrebbero litigato. In quella circostanza, Bellia avrebbe gettato Simona Floridia in un dirupo inaccessibile facendola così scomparire. A distanza di quasi 26 anni, l’avvocato della famiglia Floridia ha scoperto una telefonata intercorsa fra un amico di Bellia oggi quarantacinquenne, il quale, ha raccontato alla propria fidanzata la confessione terribile di cui era a conoscenza. Giuseppe Bellia, dopo un incidente, credendosi in pericolo di vita, in ospedale, gli avrebbe confidato di aver ucciso quella sera del settembre 1992 la giovanissima Simona Floridia.

La telefonata è stata acquisita e usata nell’incidente probatorio e il gup  Ivana Cardillo, ha disposto il rinvio a giudizio dell’imputato per omicidio volontario premeditato.
La prima udienza del processo si terrà il 13 settembre prossimo davanti la Corte d’assise di Catania.“

 

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