Caso Montante: video hard e ricatti sessuali per spaventare gli avversari

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Non si sarebbe fermato davanti a niente l’ex presidente di Confindustria Sicilia ed ex paladino antimafia Antonello Montante pur di ottenere dagli avversare quello che voleva.

Nei suoi dossier sarebbero finiti anche video hard per ricattare i “nemici”beccati in qualche incontro osè che li avrebbe danneggiati come immagine sociale. L’inchiesta partita dalla DDA di Caltanissetta che ha portato al suo arresto, è coinvolto anche l’ex presidente della regione Sicilia, Rosario Crocetta accusato di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al finanziamento illecito.

Crocetta e marino

In modo particolare, si fa riferimento alla vita sessuale di un ex assessore della giunta del governo crocetta, Nicolò Marino, ricattabile per i suoi “vizietti” sessuali. Marino, come assessore al Territorio e Ambiente, aveva assunto posizioni in contrasto con Confindustria Sicilia. L’ex assessore era in contrasto anche con Giuseppe Catanzaro, attuale presidente di Confindustria Sicilia e che però, tre anni fa si occupava della gestione rifiuti. Il gip di Caltanissetta si è avvalso della testimonianza di Alfonso Cicero, ex commissario IRSAP. Cicero ha affermato di aver avuto una confidenza da parte di Catanzaro, il quale sapeva che Antonello Montante deteneva un dossier e un video in cui c’era Nicolò Marino e poteva, per questo, ricattarlo. Se lo avesse divulgato, Marino ne sarebbe uscito danneggiato.

I dossier di Montante riguardano anche il presidente dell’AST, l’azienda Trasporti Siciliana, Giulio Cusumano.

Cusumano

Quest’ultimo si sarebbe opposto alla cessione dell’AST, controllata dalla regione, alla Joinica Trasporti, un apiccola azienda in cui però Montante aveva una quota.

Giulio Cusumano era ricattabile a causa del suo orientamento sessuale. Venne convocato da Antonello Montante e venne messo al corrente di quanto era contenuto in un altro dossier. Se non avesse smesso di ostacolare la fusione delle due aziende, il dossier di 50 pagine piene di foto e frasi compromettenti che lo riguardavano, sarebbero stati divulagati e il suo essere gay sarebbe diventato di dominio pubblico. Montante avrebbe anche detto di essere pronto a tutto e che sarebbe venuta fuori anche la partecipazione a festini con alcool e droghe varie. Cusumano ha raccontato che «dovevo far comprendere alla mia famiglia che non c’entravo nulla con le cose che avrebbero letto sui giornali. Ma è stato umiliante soprattutto una cosa, vedere che stavano legando la mia vita privata con stereotipi di m… Legavano la vita di un gay a orge e droghe. Questo mi ha fatto schifo. E allora ho capito che non potevo cedere». L’Ast è ancora pubblica.

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