Montante al Malaspina: voleva distruggere il suo archivio segreto

99

Antonello Montante, agli arresti domiciliari, avrebbe violato le prescrizioni impostegli e da casa, avrebbe tentato di inquinare le prove a suo carico. Da qui la decisione del giudice di inasprire la sua pena e dai domiciliari è passato al regime detentivo.

 

L’ex numero uno di Sicindustria Sicilia è stato dunque tradotto in carcere con urgenza dalla Squadra mobile di Caltanissetta e da ieri si trova in cella. Montante si trovava ai domiciliari dallo scorso 14 maggio accusato di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione.

La misura cautelare è stata motivata con la “grave condotta d’inquinamento di prove messa in atto dal Montante in occasione del suo arresto, avvenuto a Milano lo scorso 14 maggio,dove Montante, si è barricato in casa per quasi due ore, non aprendo ai poliziotti e distruggendo documenti e circa ventiquattro pen drive”. In pratica, al momento dell’arresto aveva provato a distruggere le pen drive in cui aveva inserito il suo archivio segreto. Montante ha tentato di disfarsi di altri documenti e avrebbe lanciato le pen drive in un cortile adiacente al palazzo in cui viveva. Nel balcone di un suo vicino è stato recuperato anche uno zaino contenente altre pen drive e documenti. Dalla sua abitazione in cui era recluso, a Serradifalco, avrebbe tentato di inquinare le prove raccolte contro di lui, ricevendo a casa persone non autorizzate. Adesso si trova al carcere Malaspina di Palermo

 

.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.