Marsala, sbarco di migranti alle Due Rocche: vestiti bagnati abbandonati sugli scogli

Altro che “Porti chiusi” viene da pensare passeggiando lungo litorale marsalese, nel tratto preciso in cui i due mari si incontrano e correnti marine muovono il moto perpetuo delle acque incessanti ed eterne. A Capo Boeo, questa “Salviniana certezza” viene smentita scendendo lungo il sentiero fiorito di margheritine matricarie e Carpobrotus, note meglio come “unghie di strega” la magnifica pianta grassa che riveste i litorali mediterranei. Proprio ieri pomeriggio, abbiamo ammirato, immersi nella natura, anche giubbotti bagnati, scarpe e felpe molto probabilmente appartenuti a migranti sbarcati sugli scogli.



Si tratta di indumenti abbandonati per indossarne altri asciutti, sicuramente più confortevoli, una volta sbarcati dopo aver preso tanta umidità in quel mare “distante e nemico”che sembra non finire mai. La scelta di arrivare sul litorale marsalese molto presumibilmente con gommoni piccoli e veloci dribblando i controlli delle grosse navi che pattugliano il Mediterraneo, non è una novità: l’Operazione Scorpion Fish ( leggi qui) del giugno 2017, ha dimostrato che è possibile raggiungere le nostre coste in modo “silente” magari con il supporto di una rete criminale locale che attende i migranti con abiti asciutti e scarpe confortevoli naturalmente facendosi pagare profumatamente. Fra questi migranti, possono nascondersi pericolosi jihadisti che possono pagare fino a 7 mila euro a persona e non essere mai individuati e riportati in Patria dopo gli opportuni controlli.

Chi arriva in questo modo e può permettersi di pagare queste cifre ed ha agganci locali, ovvero complicità con una rete criminale così ben organizzata, non scappa da guerre nè da carestie. Forse si tratta di personaggi pericolosi che poi si sposteranno indisturbati dileguandosi per posizionarsi su tutto il territorio nazionale ed europeo.