Tonnarella sommersa e nel porto canale… crescono gli alberi. Mazara pronta alle elezioni

Nel bel mezzo di una infuocata campagna elettorale senza esclusione di colpi fra i candidati sindaci, con assessori “in fieri” che si ritirano e con quasi 500 aspiranti consiglieri comunali ( un’enormità mai registrata prima) agguerritissimi per spartirsi le ultime mollichine dell’esigua torta, Mazara arranca, stanca, disfatta, sommersa e immersa nelle acque che poi sono il suo elemento naturale.

Nel bel mezzo di un valzer tutto mazarese fatto di colpi bassi e contraccolpi ancora più meschini, Tonnarella, la spiaggia di Mazara, è sott’acqua tanto da auspicare l’uso di qualche imbarcazione per guadare le torbide acque che si sono raccolte sulla strada proprio di fronte la chiesa di Santa Chiara. Ieri pomeriggio, durante una passeggiata, un nostra affezionato lettore ha immortalato quanto accadeva a Tonnarella e preso dal sacro furore dell’onestà e dello sdegno, ci ha inviato le foto che non hanno bisogno di didascaliche spiegazioni. Nessuno sbocco al mare per quelle acque scese giù dai terreni limitrofi a causa delle piogge di questi giorni e che si arenano sull’asfalto creando così un laghetto, un’anteprima sporca di quel mare pulito che si vede poco distante. Ma poi perchè ( ci chiediamo noi) osa piovere anche ad Aprile? La città non è attrezzata per tutta questa abbondanza. Siamo impreparati, ecco. Continuando la sua passeggiata, l’onesto lettore passa dal Porto Canale, altra nota dolente della città.

Un albero con scheletrici rami a testimonianza dell’abbandono e della stasi della città è fermo a pochi metri dalla foce, da quella statua di Santu Vituzzu che indica l’incontro col mar Mediterraneo. L’albero sul fiume e nel fiume è poesia, è sintesi, è realtà. Almeno lui resiste, imperterrito a raccontare che da lì non si passa. Crescono gli alberi e mettono radici in una città da dove la maggior parte dei giovani le radici le porta via con sè andandosene via, altrove, a cerca fortuna. E intanto i politici o aspiranti tali promettono, giurano e spergiurano. Fremo, daremo, porteremo, risolveremo. Il futuro in siciliano non esiste ma loro parlano l’italiano quando possono e quando …serve. Buone elezioni a tutti.

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