Migranti, sequestrata la Sea Watch. Il Viminale: “è una nave fuorilegge”

La Sea Watch è “una nave fuorilegge”: la “magistratura faccia come crede, ma il Viminale continua e continuerà a negare lo sbarco”. E’ quanto dicono fonti del Viminale dopo il sequestro della nave da parte della Gdf sottolineando che il ministro Salvini “si aspetta provvedimenti nei confronti del comandante della nave, dal quale è lecito attendersi indicazioni precise su presunti scafisti presenti a bordo”.

La Guardia di Finanza sta procedendo d’iniziativa al sequestro della Sea Watch 3. Secondo quanto si apprende, i militari delle Fiamme Gialle sono da pochi minuti a bordo della nave, ancorata alla fonda a mezzo miglio a sud del porto di Lampedusa, per un’attività di polizia giudiziaria finalizzata proprio al sequestro. I militari procederanno inoltre alla denuncia dell’equipaggio all’autorità giudiziaria.

Nuovo stop del ministro dell’Interno matteo Salvini sul fronte migranti. Mentre la Sea Watch è in acque italiane e ha chiesto di sbarcare le persone soccorse per cause umanitarie il ministro dell’Interno taglia corto: “Col piffero che il barcone attracca a Lampedusa”. E’ la lapidaria risposta data a margine di un incontro elettorale a Valeggio sul Mincio (Verona).

“Sono andato a letto seguendo un barcone a Lampedusa, mi sono alzato stamattina ed è ancora lì” aggiunge il leader del Carroccio, il quale sottolinea che sono state fatte “diffide con la Guardia di Finanza, con la Polizia di Stato; abbiamo approvato decreti, regolamenti, questi se ne fregano e vanno avanti”. “Come ministro dell’Interno – ha spiegato – ho detto ‘costi quello che costi questo barcone non attracca e questi immigrati non scendono’. Perché altrimenti non esiste più la legge”. “Vediamo questo tira e molla. Adesso hanno chiesto alla Capitaneria di Porto di prenderli a bordo perché li facciamo scendere noi: col piffero” ha concluso Salvini.Intanto le chiese protestanti fanno sapere di essere pronte a ospitare i migranti.”Mettiamo a disposizione le nostre strutture di accoglienza in Italia e le relazioni con le chiese sorelle d’Europa per approntare un piano di ricollocazione in Europa di una quota dei migranti soccorsi dalla Sea Watch”. Si esprime così il pastore Luca M. Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia. “Accogliere i migranti in fuga dalle persecuzioni – continua – è dovere civile di ogni democrazia; ma per noi evangelici è anche un servizio al prossimo radicato nella tradizione biblica e un imperativo della nostra fede. Tutte le chiese che compongono la Fcei hanno solide relazioni con le loro sorelle in Europa, molte delle quali sono attivamente impegnate in programmi d’accoglienza dei migranti. Siamo convinti che la collaborazione tra governi nazionali, istituzioni europee e società civile sia essenziale per la costruzione di una politica di accoglienza efficace e rispettosa dei diritti umani”.

fonte: Ansa

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