Coronavirus a Marsala, scrive Roald Lilli Vento: non siamo più a quota zero!

Non siamo più a quota zero!

Da questo momento Trapani ha il suo bel caso di Coronavirus è un marsalese rientrato da Milano ma non tutti i mali vengono per nuocere

Ciò che sta accadendo è la prova, se mai ce ne fosse stato bisogno, che le scelte del Governo vanno interpretate nel modo corretto, senza sottovalutare nulla.

I giovani, che si sono dimostrati restii ad accettare il forzato riposo a casa, debbono comprendere che la società, la famiglia, si aspettano da loro maggiore responsabilità e sensibilità.

Il Coronavirus stravolgerà le nostre vite, le nostre abitudini e le nostre regole, fin qui dettate da una scellerata interpretazione secondo cui tutto ci è dovuto … anche oltre il dovuto.

È il momento di rivedere i nostri comportamenti e di assumere a pieno titolo il ruolo di genitori e di educatori.

È il momento di  imporre regole severe all’interno della famiglia, prima che la situazione ci scappi ulteriormente di mano.

I giovani, i nostri figli e/o nipoti, vanno rieducati al rispetto delle regole, anche quelle familiari, da cui pensavano di avere acquisito l’immunità.

Debbono sapere che il futuro, l’immediato è il prossimo, dipendono anche dai loro comportamenti, dal loro modo di sapere essere cittadini attivi e consapevoli … e ciò ben al di là dell’odierno dramma che rischia di travolgerci.

Il fatuo ricorrere ai piaceri della vita, anche quando essa stessa viene messa in discussione, è il segno di una immaturità che risulta in aperto contrasto con un sapere sempre più diffuso, con una intelligenza sempre più vivida e con una indiscutibile preparazione alla vita di una gioventù che grazie alla Scuola, ai media e ancor più ai social, non può fare a meno di sapere o di capire dove sta il bene e dove il male.

E allora tutto si risolve in un egoismo sfrenato, legato alla schizzinosa certezza del déjà vu e alla conseguente necessità di rincorrere sempre nuove emozioni, nuovi piaceri.

Siamo ancora in tempo a fare un passo indietro?

Siamo in tempo a far capire ai giovani che i valori della vita sono ben diversi da quelli ostentati con una birretta in mano davanti a un bar?

Avremo circa un mese di tempo da trascorrere in famiglia, come accadeva negli anni andati; un mese in cui dobbiamo riprendere il dialogo con i nostri figli e far capire loro, finalmente, che la vita non è solo rose e fiori e che genitori e nonni non sono mucche da mungere, anche quando il latte è finito!

Se saremo bravi, fra qualche mese potremo dire che il Coronavirus ci ha aiutati a guardare alla vita con occhi diversi, più consapevoli, più maturi … e acquisire consapevolezza che non sempre tutti i mali vengono per nuocere.

Roald Lilli Vento