Catturava cardellini lungo il fiume Imera,arrestato un noto uccellatore palermitano

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Già denunciato in passato in più occasioni, questa volta ha avuto una pena più severa. Sequestrata anche la macchina in quanto priva di assicurazione. Segnalazione partita dalla Lipu che dichiara: “importante e tempestivo intervento dei Carabinieri Forestali di Palermo su un individuo recidivo che dimostra quanto sia ancora sentito il bracconaggio ai cardellini”

Un noto uccellatore palermitano è stato bloccato in località Buonfornello (PA) sul letto del fiume Imera dai Carabinieri Forestali del Nucleo Cites del Centro anticrimine natura di Palermo e posto in arresto poiché colto in flagranza di reato (furto venatorio ai danni dello Stato con mezzi fraudolenti). Sul posto, sono state trovate delle reti da pesca a scatto usate per l’uccellagione e depositate sul letto del fiume dove il soggetto aveva deviato il corso d’acqua e predisposto un giaciglio d’erba con due cardellini da richiamo imbracati con uno spago e legati a terra, più un altro cardellino appena catturato e messo in gabbia. Inoltre, lungo tutto il fiume erano stati trovati dei nastri riflettenti delle vecchie videocassette usati per allontanare i cardellini ed indirizzarli verso il luogo dove si trovava la rete. Un’efficace sistema, come quello di apporre delle strisce colorate di rosso per attirare i cardellini, messo in atto da molti uccellatori per ingannare i volatili e catturarne così il maggior numero possibile. Tutto il materiale è stato sequestrato, compresa l’automobile sprovvista di assicurazione, ed i cardellini sono stati consegnati al Centro Recupero fauna selvatica di Ficuzza dove verranno liberati una volta accertata l’idoneità al volo.

Ancora una volta, è la Lipu a segnalare l’accaduto grazie a indagini e sopralluoghi in sinergia con i Carabinieri Forestali del Nucleo Cites del Centro anticrimine natura di Palermo i quali stanno riscuotendo importanti risultati contro il fenomeno del bracconaggio. Già l’anno scorso, il soggetto era stato beccato dagli stessi militari del centro anticrimine natura sempre lungo il fiume Imera.

Rinnoviamo i ringraziamenti ai Carabinieri Forestali del Nucleo Cites del Centro anticrimine natura di Palermo” dichiara la Lipu; “senza il loro intervento, i cardellini, una volta catturati, sarebbero finiti in vendita al noto mercato di Ballarò dove molti di loro sarebbero probabilmente morti. Infatti, una parte dei fringillidi muore per schiacciamento durante la cattura o per stress in periodo di cattività in anguste gabbie piene di volatili e in condizioni igieniche inesistenti” continua la Lipu, la quale ricorda anche che il cardellino, la specie più catturata, è protetto dalla Convenzione di Berna sulla conservazione della vita selvatica.

Infine, la Lipu fa un appello ai cittadini, quello cioè di segnalare a tutte le Forze dell’Ordine atti di bracconaggio o tracce di avvenuta cattura come i sopracitati nastri di videocassette e strisce bianche e rosse posizionate lungo i corsi d’acqua o la deviazione degli stessi con vegetazione tagliata e depositata sul letto dei fiumi. D’estate, infatti, con la stagione secca, i bracconieri si piazzano nei fiumi dove gli uccelli si concentrano per abbeverarsi e lavarsi il piumaggio e perciò risulta più facile la cattura.

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