Riapre il Mercatino rionale di Trapani, soddisfatto il Consigliere Lipari: “Avevamo ragione”

«Avevamo ragione nel ritenere fondate le istanze degli esercenti del mercatino del Giovedì di Piazzale Ilio che ne chiedevano la riapertura nel rispetto della normativa anti-contagio senza subire lo scaricabarile di responsabilità civile e penale da parte del Comune.

A dirlo è Giuseppe Lipari Consigliere comunale della Città di Trapani, che commenta così la riapertura del mercatino rionale del Giovedì, dopo ben 4 settimane di chiusura dall’inizio della fase due dell’emergenza Covid-19.

«Le condizioni imposte dal Comune (di scaricare ogni responsabilità civile e penale sui mercatali che si sarebbero dovuti costituire in Associazione temporanea d’imprese, prendendosi in affidamento l’area mercatale), risultavano infatti vessatorie e fuori da ogni logica, dal momento che il mercatino rionale sorge su suolo pubblico e la sua organizzazione è, in base ad una legge regionale, di competenza comunale. Ancor più arbitrarie se lette in combinato disposto con le normative nazionali e regionali che consentivano la riapertura dei mercati rionali e con le direttive dell’esperto epidemiologo comunale, che avrebbe rilasciato il nulla osta alla riapertura in sicurezza, a condizione che si fossero rispettate le distanze tra una bancarella e l’altra e che si fossero contingentati gli ingressi recintando il perimetro del piazzale. Cose entrambe fattibili.»

 Aggiunge inoltre il giovane Consigliere: «Alla fine, dopo 4 settimane di braccio di ferro ed una proficua protesta in piazza, anche grazie al nostro Fiato sul Collo ed al sostegno dei colleghi di opposizione, in primis la cons. Garuccio con cui abbiamo prodotto un’interrogazione consiliare, l’Amministrazione Comunale ha ceduto alle legittime pretese dei mercatali e dei cittadini che insieme chiedevano il rispetto di due sacrosanti diritti violati in colpo solo: Quello al lavoro da un lato e quello al risparmio dall’altro.

Che ormai la situazione fosse sfuggita di mano a questa amministrazione era evidente a tutti, ma che avrebbero dovuto farne le spese 250 famiglie di lavoratori e tutti i cittadini con necessità di fare compere a basso costo, non sarebbe stato giusto.

Speriamo che per il futuro chi di competenza si presti ad ascoltare di più chi vive ogni giorno la città senza dover necessariamente imporre il proprio pensiero a danno dei cittadini onesti e lavoratori.