lunedì, Aprile 29, 2024
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Boom abusivi nel settore acconciatura ed estetica: la denuncia di CNA Trapani, che sostiene i professionisti in regola

E’ emerso con maggiore evidenza nei giorni di lockdown il problema dell’abusivismo nel settore dell’estetica e acconciatura, con una conseguente perdita di fatturato- stima CNA- di circa il 30% per i lavoratori in regola che hanno giustamente rispettato la data dettata dal governo nazionale di riavvio della loro attività, mentre c’era chi lavorava a nero già da tempo.

“Negli ultimi anni- spiega Francesco Cicala, segretario CNA Trapani- c’è stato un notevole incremento dell’abusivismo in questo settore legato al benessere della persona. Si tratta di un fenomeno che va fortemente contrastato perché danneggia fortemente i professionisti e le imprese che pagano regolarmente le tasse e i contributi”.

“Non possiamo permettere che le attività in regola chiudano mentre c’è chi lavora a loro discapito, con una concorrenza di fatto sleale”, aggiunge Cicala, che intende portare avanti con fermezza questa battaglia pro legalità. D’altronde CNA Trapani è l’associazione di categoria che, in provincia di Trapani, rappresenta maggiormente parrucchieri/e ed estetisti/e.

“Già lo scorso 18 maggio- racconta- abbiamo inviato una lettera al Prefetto e ai sindaci della provincia per sensibilizzarli alla questione, e a fine luglio abbiamo chiesto loro un incontro alla presenza della nostra verticalizzata parrucchieri ed estetisti. Attendiamo con fiducia un riscontro, e ci aspettiamo che ci siano più controlli per evitare che il fenomeno continui a danneggiare le imprese regolari”.

“Siamo a sostegno- conclude il segretario provinciale dell’organizzazione- di tutti gli operatori del settore che volessero denunciare gli abusivi, e siamo decisi a costituirci parte civile a loro favore in sede giudiziaria”.

Intanto a livello nazionale la Confederazione nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, nei mesi scorsi, ha avviato una campagna di sensibilizzazione per mettere in risalto i danni economici che derivano dall’abusivismo, accompagnata da una petizione al fine di ottenere maggiore attenzione sul fenomeno da parte delle istituzioni, e maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine.

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