Violenza sessuale: la Corte d’Appello conferma la condanna del giovane medico Sciabica

Le parti civili, vittima e Ordine dei medici di Palermo, saranno risarcite senza la necessità di un’azione civile

La Corte d’appello di Palermo, presieduta dal giudice Antonio Napoli ha condannato il giovane medico Carmelo Sciabica per violenza sessuale ad una collega, all’epoca dei fatti specializzanda come lui al Policlinico di Palermo. L’imputato, 32 anni, originario di Favara, è stato condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione, all’interdizione perpetua da tutti gli uffici che attengono alla tutela e all’amministrazione di sostegno e all’interdizione temporanea di cinque anni dai pubblici uffici. “Con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso – scrive la Corte nelle motivazioni – commessi anche in tempi diversi mediante violenza costringeva G.P. a subire plurimi atti sessuali contro la sua volontà”.

Per la prima volta, le parti offese che si sono costituite in giudizio, la vittima e l’Ordine dei medici di Palermo, saranno risarcite senza la necessità di avviare un’azione civile.

La terza sezione penale della Corte ha confermando la condanna di primo grado emessa dal Gup Rosario Di Gioia il 12 maggio 2020, rigettando il ricorso presentato dalla difesa del medico.

“L’Ordine dei medici è in campo da sempre contro la violenza sulle donne, sui medici e tutti gli altri professionisti della sanità per portare il suo contributo fin dove è consentito anche con iniziative pubbliche. Saremo sempre presenti, soprattutto, quando gli aggressori sono medici. Essere parte civile per l’Ordine nei confronti di un medico è una condanna molto severa”, hanno commentato il presidente e il vicepresidente dell’Omceo, Toti Amato e Giovanni Merlino alla notifica delle motivazioni della sentenza depositata il 22 marzo scorso.

La violenza risale alla notte tra il 4 e il 5 agosto 2019. Al rientro da una festa, lo specializzando, avrebbe aggredito la collega, commettendo gravi abusi e violenze fisiche. Riaccompagnata a casa dallo stesso Sciabica, la vittima non ha mai accettato le scuse e qualsiasi proposta di risarcimento del danno. Il medico fu denunciato ai carabinieri e alla procura, arrestato e messo ai domiciliari. L’uomo ha ammesso i fatti commentandoli come “un momento di follia”.