Birgi/Raynair. Muoversi a tempo di Low Cost

Tutti vogliamo spendere poco, anzi aspettiamo l’offerta speciale per farlo. Ovunque, sia nei supermercati che nei negozi di elettronica attendiamo il momento giusto comparando le offerte e andiamo sempre (o quasi) a colpo sicuro. Anche con i voli funziona così. Siamo così abituati alle offerte, che sbandierare quanto abbiamo speso poco per andare a Milano o a Barcellona, è diventato motivo di vanto. C’è gente che afferma persino di avere speso per un volo verso una capitale europea l’equivalente del costo della benzina per andare a Palermo. Questo dunque vuole la gente e questo il mercato deve dargli.
“Chi non si adegua è destinato a essere tagliato fuori dal mercato. Alitalia docet. “
Queste sono le parole con cui è iniziata l’intervista all’ingegnere Guarrera responsabile dell’Airgest, il quale, ha continuato dicendo che basterebbe guardare a come è stata gestita la compagnia nazionale e fare l’esatto contrario per essere sicuri di far bene. L ‘Alitalia è un modello negativo a cui ogni buon manager dovrebbe guardare come un esempio da non seguire.
“I voli in arrivo e in partenza all’aeroporto “Vincenzo Florio”, continua l’ingegnere Guarrera, sono prevalentemente voli domestici.
Da quando esiste questo aeroporto, si sono incrementati gli spostamenti per motivi di studio, sanitari e affettivi. Non è raro vedere soprattutto le mamme con i bagagli pieni di cose da mangiare e biancheria da portare ai figli che studiano nelle città universitarie. E questo è possibile grazie al costo abbordabile del biglietto aereo.
Il prototipo del passeggero nel nostro aeroporto è dunque lo studente, il paziente, il genitore ma anche il turista che può visitare le capitali europee un tempo considerate quasi irraggiungibili per il costo troppo esoso del viaggio. Le compagnie aeree che pensavano di sopravvivere con un adeguato sviluppo delle tratte intercontinentali, adesso stanno ragionando sulle loro scelte aziendali. Viaggiare Alitalia non è più considerato uno status symbol anche da chi, pur potendoselo permettere, sceglie un volo lowcost con cui raggiungere le mete dei suoi viaggi”.
Birgi, come sappiamo è uno scalo secondario che ha puntato sul lowcost e nello specifico su un’unica determinante compagnia aerea, la Ryanair.
Ma come ben sappiamo, puntare su un unico “prodotto” è un’arma a doppio taglio. Danneggia la competizione e si corre il rischio di essere ricattati.
Guarrera ci tiene a sottolineare che la Ryanair non è “la monopolista che detta le regole del gioco” ma a noi osservatori non sfugge che di fatto, per far quadrare il bilancio, (quello del 2015 si è concluso in rosso) scendono in campo i Comuni della provincia che con il cosiddetto accordo di comarketing di fatto sovvenzionano la compagnia irlandese. A fine Marzo scadrà questo contratto e per far sì che i Comuni continuino a versare il loro contributo, la Ryanair, lo scorso Ottobre, ha minacciato di andarsene gettando nello sconforto gli operatori dello scalo e i viaggiatori che non potevano progettare nessuno spostamento che fosse garantito dalla presenza della compagnia.
La prosecuzione dei voli Ryanair su Birgi è di fatto garantita dall’accordo con la società Airport Marketing Service Limited (l’AMS) che per l’appunto gestisce il marketing di Ryanair. Tale società si occupa della pubblicizzazione dei siti turistici, degli itinerari da seguire, oltre a indicare i ristoranti, gli alberghi, i bed and breakfast, i bar e tutti i luoghi visitabili appunto nei comuni della provincia. Per questo tipo di promozione del territorio (chiamiamolo così) ciascun Comune della provincia, a seconda del numero degli abitanti e della importanza turistica, versa una quota. Ad esempio, l’anno scorso, Trapani, ha versato 95000 euro, Erice ne ha versati 36000, Favignana 15000 e Salemi 7500. E come dice l’ingegnere Guarrera è giusto così. “Se lo Stato finanzia il trasporto pesante su gomma che è inquinante e ingombrante, perché non dovrebbe finanziare quello aereo che consente spostamenti veloci, meno pericolosi e meno inquinanti?”.
Tutto è relativo dunque e connaturato alle proprie prospettive e potenzialità. Lasciare Birgi alla compagnia irlandese, non conviene. Kenny Jacobs numero due di Ryanair ha detto che sono pronti a investire sul Sud in modo particolare su Sicilia e Calabria.
L’anno scorso quasi tre milioni di euro sono stati chiesti ai comuni attraverso il comarketing e secondo il direttore Guarrera, Ryanair resta comunque non soltanto il vettore con prezzi più bassi ma anche quello che chiede meno in termini di contribuzione alle amministrazioni.
A pochi mesi dalla scadenza del contratto, diciotto sindaci della provincia di Trapani su ventiquattro sono favorevoli a rinnovare l’intesa di comarketing.
I sindaci di Alcamo, Buseto Palizzolo, Calatafimi-Segesta, Campobello di Mazara, Castellammare del Golfo, Castelvetrano, Custonaci, Erice, Favignana, Marsala, Mazara, Paceco, Pantelleria, San Vito Lo Capo, Santa Ninfa, Trapani, Valderice e Vita hanno sottoscritto un documento di intenti assieme a Pino Pace, presidente della Camera di Commercio.
Viviamo in un’epoca di contrazione di consumo.
Tutto deve essere (lo pretendiamo da tempo) immediato e abbordabile. Ryanair l’ha capito e offre al pubblico quello di cui ha bisogno, quello cioè che lo stesso pubblico chiede. Questo è fare mercato ovvero offrire il prodotto più richiesto.
“Per noi insulari l’aereo rimane il migliore, forse l’unico, mezzo per spostarci. E dovremmo essere grati a Ryanair che risulta tutt’oggi, l’unica compagnia aerea con prezzi abbordabili”. L’ingegnere Guarrera rincara la dose aggiungendo che gli aeroporti spagnoli costruiti nel periodo prima che esplodesse la bolla finanziaria che ha gettato il Paese iberico nella crisi che sappiamo, sono oggi vere e proprie cattedrali nel deserto dopo l’abbandono della Ryanair.
Dunque, dobbiamo tenercela buona questa compagnia che, in quanto quasi solitario vettore, (Aliblue Malta e Medavia hanno promesso di incrementare i loro voli ma sarebbe ben poca cosa) che in realtà può fare il bello e il cattivo tempo?
Per numero di passeggeri trasportati in Europa (quasi 117 milioni) la Ryanair è la prima compagnia aerea ed ha scalzato persino la Lufthansa che mantiene però il fatturato più alto.
E in conclusione ripetiamo ciò che abbiamo detto all’ inizio. Chi non ha concorrenti detta le leggi del mercato anche se lowcost, stracciato, ribassato e scontato.

Tiziana Sferruggia