Marsala: “cchiù scuru ri mezzanotti nun pò fare”

Cala la sera e si stende come una coltre su cose e strade e persone. Il buio presto diventa una impenetrabile cortina fitta, inestricabile e a illuminare le sconnesse strade della periferia sono solo i fari delle auto, bagliori incerti nella notte spessa e nera più del nero, lucine isolate, a tratti tremolanti, di certo insufficienti a illuminare tutto. E’ un angosciante scenario quello che si presenta a chi percorre alcune strade marsalesi, la sera. Da mesi è così e ad essere coinvolte in questo “oscuro” problema non sono solo le contrade del versante nord, Birgi, Pispisia, Dammusello, ma anche quelle che si estendono nel versante sud fino a Strasatti e non sono esentate nemmeno alcune vie centrali nelle quali camminare da soli, la sera, diventa quasi una sfida, il superamento di un rito iniziatico a cui ci si deve sottoporre per essere catapultati nel mondo degli “adulti”, degli eroi, degli invincibili. Il buio incentiva i ladruncoli, i molestatori, i malintenzionati in genere. Da sempre il buio alimenta le paure più recondite, gli ancestrali turbamenti, le angosce.
Il sospetto che il Comune abbia difficoltà a pagare la bolletta annua di circa 2,5 milioni di euro e che per questo abbia deciso di tagliare, ridurre, limitare, centellinare l’illuminazione è forte.
Il territorio marsalese è molto vasto. Per ragionare in termini numerici e arrivare così a dare un’idea più comprensibile delle dimensioni e delle proporzioni a cui stiamo facendo riferimento, basterà confrontare l’estensione territoriale di Milano che occupa una superficie di 181,67 kmq e ha 7430 abitanti per kmq mentre Marsala si estende per 243,43 kmq ma ha una densità abitativa di 342 abitanti per kmq. A Milano dunque risulta più facile “accontentare” più cittadini in un colpo solo illuminando la stessa strada. Il numero degli abitanti non è paragonabile con quello di Marsala e consente al comune di incassare di più con le tasse ma questa riflessione demografica non risulta comprensibile da parte dei cittadini marsalesi inferociti che usano le strade e brancolano nell’oscurità e anche se tengono gli occhi bene aperti non possono fare a meno di notare quanto sia diventato oramai un terno al lotto uscire indenni da quel buio. In mezzo a tutta questa rabbia e malcontento, l’assessore ai Lavori Pubblici Salvatore Accardi prova a spiegare le motivazioni di tale disservizio. L’assessore sostiene che tutti i 16000 corpi luminosi della città andrebbero sostituiti con lampadine a LED e che oltre a questo dovrebbero essere cambiati i cavi e i quadri elettrici. _ se dovessimo intervenire seriamente per aggiustare tutto e avere tutta Marsala illuminata, ci vorrebbero milioni di euro, soldi buttati dalla finestra dato che gli impianti sono tutti da sostituire. Sarebbe come aggiustare una macchina rotta che cambieremo fra un mese. Credo che nessuno a casa propria farebbe una scelta del genere-
L’assessore Accardi continua dicendo che i soldi spesi attualmente per il pagamento della bolletta dell’illuminazione pubblica dovrebbero andare alla ditta appaltatrice che rifarebbe l’intera linea elettrica col progetto ESCO, rifacendosi dunque a una pianificazione di incentivo al risparmio energetico. Le società ESCO, (Energy Service Company) sono specializzate a reperire le risorse finanziarie richieste, eseguire la diagnosi energetica, lo studio di fattibilità e la progettazione oltre che realizzare le opere e condurre la manutenzione e l’operatività. La diagnosi, il progetto, gli interventi e la gestione energetica post intervento sono tutti a costo zero. Si tratta dunque di un progetto importante a cui l’amministrazione comunale lavora da quando si è insediata e i termini per la realizzazione sono abbastanza complessi. Optare per lampadine a LED sembra la migliore soluzione anche se si potrebbe essere portati a credere che sia per risparmiare che per rispettare l’ambiente, i pannelli solari col sistema fotovoltaico potrebbero essere la migliore soluzione. Ma lo stesso assessore Accardi ha spiegato che quando si guasta una batteria dell’accumulatore di energia, la spesa da affrontare è notevole e alla lunga non conveniente.
E’ consuetudine in Italia agire sull’onda dell’emergenza ovvero non progettando per lungo periodo ma intervenire al momento magari in condizioni “estreme” e in questo in contesto non si agisce con lucidità e si è costretti ad accettare magari le soluzioni non proprio vantaggiose.
A Marsala i cittadini hanno notato che l’illuminazione funziona a giorni alterni, anzi pare che in alcune strade si accenda e si spenga obbedendo (pare) ad una precisa volontà di creare e mantenere una situazione di paura.
Allora visto che nel frattempo l’illuminazione pubblica sia nelle contrade che nel centro cittadino non sarà ripristinata a breve dato che sarebbe una spesa inutile in quanto è tutto da rifare, possiamo farci guidare dalla Luna, dall’astro d’argento mutevole ed eterno e attendere, per uscire di notte, il plenilunio che illumina il cammino dei viandanti temerari.
Tiziana Sferruggia

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