Trapani, infertilità maschile: campagna di prevenzione nelle scuole a cura dell’Asp

L’ASP di Trapani ha avviato, anche quest’anno,  negli istituti medi inferiori di Trapani e provincia la campagna di “screening del varicocele” volta alla prevenzione dell’infertilità maschile.

Unica iniziativa del genere in Sicilia, viene organizzata dal 2010 dall’equipe del reparto di Chirurgia pediatrica dell’ospedale S. Antonio Abate di Trapani.

“Il varicocele è un’anomalia vascolare del testicolo che si manifesta durante l’adolescenza- spiegano gli esperti-.  In assenza di interventi terapeutici, è in grado di determinare un danno progressivo della linea germinale e, quindi, della potenziale infertilità”.

Vengono visitati annualmente  dai 600 ai 1.100 alunni delle scuole medie, ed è stata riscontrata nel corso della campagna un’incidenza di positività dal 10 al 12 per cento. E sono anche state riscontrate dal 3 al 4 % di altre patologie del tratto urogenitale, sconosciute ai ragazzi stessi e ai genitori.

“Un adeguato percorso diagnostico in età evolutiva – osserva Antonino De Filippi, dirigente medico di Chirurgia pediatrica e responsabile dello screening – può prevenire rilevanti conseguenze sulla capacità riproduttiva in età adulta. Mediante un accurato esame obiettivo dei genitali ricerchiamo la presenza del varicocele, diagnosi clinica che verrà poi confermata da una valutazione eco-doppler ”.

Sulla base degli accertamenti effettuati si contattano i genitori, per avviare sia dei controlli periodici programmati secondo i criteri proposti dall’Espu ( European Society of pediatric-urology)  e , dove necessario, un intervento.

Il direttore generale dell’ASP Fabrizio De Nicola ha ringraziato della collaborazione i docenti e i dirigenti scolastici delle scuole medie che hanno aderito alla campagna ricordando come “per la cura del varicocele   al S. Antonio da alcuni mesi viene praticata, da una equipe interdisciplinare di Emodinamica e di Urologia, una nuova tecnica laser mini-invasiva, che avviene in anestesia locale, e che ha soppiantato il tradizionale intervento chirurgico”.