Nuovi dazi americani in arrivo. Ma non per l’Italia

L’Italia non è fra i Paesi europei che, dal prossimo 12 gennaio, saranno soggetti ad ulteriori dazi in Usa. L’annuncio del nuovo elenco, in cui figurano anche alcuni prodotti alimentari come vini non frizzanti e liquori,  è arrivato dall’Ustr, l’ufficio commerciale americano.

Tra i Paesi interessati ci sono invece la Germania e la Francia, Paese già penalizzato dai dazi del 25% dell’ottobre del 2019 e che, alla luce di queste nuove misure, secondo le stime dalla Fedération des Exportateurs de Vins et Spiritueux (Fevs) potrebbe perdere un ulteriore miliardo di euro.

Sia quelli del 2019,  riguardanti prodotti tipici come vino, formaggi e olio d’oliva, che i dazi di questi giorni, rientrano nella disputa in corsoda anni sugli aiuti governativi a Airbus e Boeing.

A seguito dei dazi del 2019, anche l’Unione Europea aveva adottato nuove tariffe aggiuntive su alcuni prodotti statunitensi, non soltanto alimentari.

Ora questa nuova tornata che, in via indiretta, potrebbe anche  aprire nuove strade al vino italiano, di cui gli USA sono tra i principali consumatori esteri. 

Per i vini italiani si tratta di un mercato già importante che anche in quest’anno appena concluso è riuscito a reggere bene l’urto della pandemia.

Secondo le stime dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, anche nel 2020 infatti i winelovers americani hanno dimostrato infatti di avere grande interesse per il vino  che arriva dallo stivale:  le perdite dell’anno appena concluso dovrebbero essere contenute intorno al –  2% rispetto all’anno precedente per un valore di circa  1,7 miliardi di euro.  

Un dato interessante in un contesto mondiale in difficoltà che apre a nuovi possibii scenari.